Inestetismi del seno: la ptosi mammaria
Il seno è una delle zone più delicate del nostro corpo, ma soprattutto una delle zone che risente maggiormente della ptosi muscolo-cutanea.
Il seno manca di sostegni adeguati, ed avendo unicamente il muscolo pettorale come aiuto, è destinato a rilassarsi nel corso del tempo: inoltre, è soggetto ad un'accelerazione ed un peggioramento della situazione a causa di diverse situazioni che provocano uno sbalzo nel volume mammario (la forza di gravità, gravidanza, perdita di peso, avanzare dell'età, allattamento, etc).
Il risultato è che il seno si svuota, diventa cadente e con la pelle in eccesso, si riduce l'elasticità cutanea: tutto ciò viene chiamato "ptosi mammaria".
La ptosi mammaria ha diversi gradi di classificazione (lieve, media ed elevata), a seconda di quanto sia rilassata la mammella e della posizione del Complesso Area Capezzolo.
Ad ogni modo, il problema è risolvibile solo con l'intervento chirurgico: per una ptosi lieve è indicata la mastoplastica additiva (inserimento di protesi per riempire lo svuotamento del seno), mentre per una ptosi di grado più alto viene effettuata la mastopessi (il rimodellamento del seno tramite l'eliminazione della pelle in eccesso, ed il riposizionamento del capezzolo).
In questo secondo caso, il problema che ne consegue è il fatto che l'operazione lascia una cicatrice a forma di T rovesciata tra il capezzolo ed il solco sottomammario.
Ad oggi, comunque, è possibile trattare la zona della cicatrice attraverso due sedute di "mosaic surgery", una tecnica che permette di sostituire il tessuto cicatriziale con derma in ottime condizioni (asportato da un'altra zona del corpo).
Redattore Alessia Demofonti
05 / 06 / 2009